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Legge di Stabilità 2017: le opportunità della “Industry 4.0”

Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2017, avvenuta il 7 dicembre 2016, parte il piano nazionale “Industry 4.0”: un “cocktail” di agevolazioni per sostenere l’innovazione tecnologica del tessuto produttivo nazionale.

Industry 4.0 si pone come una strategia di politica industriale in grado di sostenere la vocazione manifatturiera del Paese, promuoverne lo sviluppo tecnologico e mantenere il passo con il contesto concorrenziale internazionale.

Che cosa è la Industry 4.0?

Con il termine “Industria 4.0″ (I4.O) si vuole indicare la fase successiva di digitalizzazione del settore manifatturiero, guidata da quattro trend principali:

  • L’incremento dei volumi di dati a disposizione, connettività e sensori;
  • Lo sviluppo di analytics e della capacità di business intelligence;
  • La nascita di nuove forme di interazione uomo-macchina come le interfacce touch o la realtà aumentata;
  • Il miglioramento della robotica avanzata e della stampa 3D;

Obiettivo del Piano Industria 4.0 è quello di promuovere l’implementazione e l’utilizzo di tali tecnologie digitali affinchè il settore industriale possa sfruttare a pieno i vantaggi derivanti dall’automazione dei processi.

Le agevolazioni in sintesi

Nuova Sabatini

Perno centrale della nuova Legge di Stabilità è la proroga della Legge Sabatini che già per il triennio 2013-2016 si era prefissata l’obiettivo di accelerare il processo di digitalizzazione delle PMI grazie all’erogazione di finanziamenti agevolati. Nel 2017 la nuova Sabatini sarà rifinanziata, mettendo a disposizione circa 13 miliardi di euro di risorse pubbliche la cui erogazione è prevista tra il 2018 e il 2024. La misura consiste in:

  • un finanziamento bancario d’importo compreso fra 20 mila e i 2 milioni di euro per investimenti in macchinari, impianti, beni strumentali e attrezzature nuovi di fabbrica (compreso leasing finanziario, tecnologie digitali, hardware e software;)
  • un contributo economico a copertura degli interessi, pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali, al tasso del 2,75% annuo per cinque anni;
  • una copertura sul finanziamento fino all’80% del suo ammontare attraverso il Fondo di garanzia per le PMI.
Leggi anche  Infografica Smart & Start Italia: progetti finanziati e risorse disponibili al 1 febbraio 2018

Un ulteriore ammontare di circa 10 miliardi verrà preparato dallo Stato nelle seguenti modalità:

  • rafforzamento della detassazione del salario di produttività (1,3 miliardi tra il 2017 e il 2020). Il progetto prevede l’innalzamento della soglia di reddito di produttività agevolabile, dagli attuali 2.000 euro (2.500 euro nel caso di coinvolgimento dei lavoratori nella gestione aziendale), a 3.000 – 4.000 euro, e di estendere l’agevolazione anche a quadri e dirigenti di medio livello, ampliando il limite di reddito a 70.000-80.000 euro annui (dagli attuali 50.000 euro);
  • diffusione della banda ultralarga tra imprese (oltre 6,7 miliardi). L’obiettivo del Governo, entro il 2020, è di dare la possibilità a tutte le aziende italiane di avere accesso a Internet con una velocità di almeno 30megabit al secondo e di estendere la connettività a 100 megabit – o velocità di connessione superiore – ad almeno il 50% delle aziende presenti sul territorio nazionale;
  • rifinanziamento del fondo garanzia PMI (900 milioni) per continuare ad affiancare le imprese e i professionisti che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario.
  • creazione e sviluppo di catene digitali per il rafforzamento del Made In Italy (100 milioni). Investimento su centri tecnologici, workshop e sviluppo di accordi commerciali con Retailers e soprattutto E-tailers di beni di consumo nei principali mercati di riferimento (USA e Cina).

Finanza a supporto di startup e PMI innovative

A fianco degli interventi dove la componente pubblica è decisamente prevalente – seppure nella forma dell’incentivo fiscale – il Governo intende promuovere lo sviluppo attraverso lo sforzo congiunto di start up, PMI innovative e investitori privati, con le seguenti misure:

  • detrazioni fiscali al 30% per investimenti in PMI innovative e start-up fino a un limite massimo di un milione di euro;
  • ricerca & sviluppo & innovazione. L’innalzamento del credito d’imposta dal 25% al 50% su spese in ricerca e sviluppo (inclusi gli investimenti in capitale umano) superiori alla media dell’ultimo triennio. Questo intervento dovrebbe permettere di ridurre il gap con il
    resto d’Europa dato che ad oggi l’Italia investe in R&S l’1,3% del PIL contro una media europea del 2,3%;
  • previsto l’intervento di società sponsor per assorbire le perdite delle start-up nei primi 4 anni;
  • agevolazioni fiscali con detassazioni capital gain su investimenti a medio/lungo termine. Finanziamento agevolato a tasso zero fino al 70% delle spese ammissibili (80% per le start-up costituite da donne e/o under 36). Per le società collocate nel sud dell’Italia è inoltre previsto un contributo a fondo perduto per un importo pari al massimo al 20% del progetto per attivitàdi R&S su specifiche tematiche e tecnologie previste da Horizon 2020 (il programma europeo di ricerca e sviluppo);
  • creazione di fondi di investimento dedicati all’industrializzazione di idee e brevetti ad alto contenuto tecnologico;
  • programma “acceleratori di impresa” per finanziare la nascita di nuove imprese con focus I4.0.
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Ammortamenti maggiorati

Ad accompagnare i finanziamenti e le manovre su citate il piano Industry 4.0 prevede poi:

  • la proroga del superammortamento al 140% introdotto con la finanziaria 2016, ad accezione di veicoli e altri mezzi di trasporto che prevedono una maggiorazione ridotta al 120%;
  • l’introduzione di un nuovo iperammortamento al 250% per gli investimenti in nuove tecnologie ed impianti atti a migliorare i consumi energetici.

Gli scenari futuri

Industry 4.0 sembrerebbe l’ennesima buzzword a cui i media ci hanno abituato. Eppure,  il World Economic Forum con il report The future of the jobs stima la creazione di 2 milioni di nuovi posti di lavoro per effetto del diffondersi dell’I4, con una scomparsa di 7 milioni. Un saldo negativo di 5 milioni. Le perdite riguarderanno soprattutto le funzioni amministrative e della produzione, mentre i settori della finanza, dell’ingegneria e del management saranno quelli che forniranno nuova occupazione. Siamo quindi prossimi a un cambiamento totale di cui bisogna prendere atto. Le imprese (ma è un discorso che riguarda l’intera società) che non innovano difficilmente potranno andare avanti.


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