Conferenza dei Servizi: il 28 luglio 2016 entrerà in vigore l’atteso decreto recante le norme per il riordino della disciplina in materia.

Il decreto è stato pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 13 luglio 2016.

Lo scopo della Conferenza dei Servizi è da sempre quello di facilitare l’acquisizione, da parte della pubblica amministrazione, di autorizzazioni, atti, licenze, permessi e nulla-osta o di altri elementi comunque denominati, mediante la convocazione di apposite riunioni  (cosiddetta conferenza), a cui partecipano tutti gli enti coinvolti, finalizzati all’emissione di un provvedimento autorizzativo. Purtroppo da sempre gli addetti al settore sono abituati a procedimenti senza fine, spesso con riunioni disattese, in cui si attende la risposta di innumerevoli enti. Con il Decreto Legislativo n. 127 del 30 giugno 2016 le cose cambieranno, o almeno si spera.

Diverse tipologie di CdS

Il nuovo decreto individua tre nuove tipologie di conferenza di servizi:

istruttoria, per l’esame degli interessi pubblici coinvolti nella realizzazione di un intervento o nella costruzione di un’opera;

decisoria, cui ricorrere nel caso in cui, per avviare un’attività, siano necessari più pareri;

preliminare, da convocare nei casi complessi per l’esame del progetto preliminare e la raccolta di indicazioni utili a redigere il progetto definitivo.

La CdS semplificata e telematica

Nella maggior parte dei casi, la conferenza di servizi si svolgerà in modalità semplificata (art. 14-bis): sarà indetta in modalità asincrona, ossia, ai sensi dell’art. 47 del Codice dell’amministrazione digitale D. Lgs. n. 82 del 2005, le amministrazioni coinvolte potranno scambiarsi documentazione e pareri in via digitale (email, PEC o altri applicativi), senza la necessità di riunirsi fisicamente.

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In relazione alla particolare complessità della determinazione da assumere, o nei casi in cui si siano ricevuti atti di dissenso che si ritiene superabili, l’amministrazione procedente può comunque indire una conferenza alla vecchia maniera, in forma simultanea e in modalità sincrona (art. 14-ter).

Le tempistiche

In via generale, il termine perentorio per ottenere le determinazioni relative alla decisione oggetto della conferenza non può essere superiore a quarantacinque giorni. Tuttavia, in caso di pareri di amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali, o alla tutela della salute dei cittadini, il suddetto termine è fissato in novanta giorni.

Silenzio Assenso

La mancata comunicazione della determinazione entro i termini equivalgono ad assenso senza condizioni, fermo restando le responsabilità dell’amministrazione.


Scarica qui il Decreto Legislativo n. 127 del 30 giugno 2016

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