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Obbligo Diagnosi Energetica per le imprese, facciamo chiarezza

Il decreto legislativo del 4 luglio 2014 n. 102 ha introdotto l’Obbligo Diagnosi Energetica per alcune tipologie di aziende: di seguito i principali chiarimenti, in risposta ai quesiti più frequenti posti da imprese e operatori. 

A cosa serve la Diagnosi Energetica?

La Diagnosi Energetica ha l’obiettivo di definire la “Struttura Energetica Aziendale”, ovvero un quadro esaustivo e completo di come l’azienda consuma energia.

In buona sostanza, ti permette di approfondire ad esempio come si ripartiscono i consumi nelle varie fasi di produzione, quanto spendi per l’illuminazione dei locali o la movimentazione delle merci, quanto consumi per il riscaldamento; ti fornisce la mappatura dei macchinari e degli impianti che caratterizzano la specifica area funzionale; attraverso l’analisi degli indici di prestazione energetica globali puoi confrontare lo “stato di salute energetico” del tuo ciclo produttivo con quelli di mercato.

Ciò ti permette di definire un percorso virtuoso ed individuare interventi di efficienza energetica e, quindi, creare i presupposti per una maggiore competitività della tua azienda. La diagnosi energetica conterrà infatti indicazioni per:

  • Razionalizzare i flussi energetici;
  • Recuperare eventuali energie disperse (es: recupero di calore);
  • Individuare tecnologie per il risparmio o l’autoproduzione di energia;
  • Migliorare le modalità di conduzione e manutenzione (O&M);
  • Confrontarsi con le Buone pratiche;
  • Ottimizzare i contratti di fornitura energetica.

Chi ha Obbligo Diagnosi Energetica?

Sebbene tutte le aziende possono trovare grandi benefici da una Diagnosi Energetica, ai sensi dell’articolo 8 del D. Lgs. n. 102 del 2014 scatta l’obbligo Diagnosi Energetica per:

  • Le grandi imprese (tutte le aziende che occupano più di 250 persone e presentano un fatturato superiore a 50 milioni di euro)
  • Le imprese “Energivore”, ovvero, dal 2018, le aziende con consumi superiori ad 1 GWh/anno (qui nostro approfondimento!)

Sei diventato “Energivoro” quest’anno? Devi presentare la Diagnosi entro l’anno successivo. Ricordati inoltre di fare richiesta delle Agevolazioni previste in bolletta!

Sei esonerato se hai uno dei sistemi di gestione volontaria (EMAS, ISO 50001, EN ISO 14001), a condizione che il suddetto sistema di gestione includa un audit energetico. Sono inoltre esonerate tutte le Amministrazioni Pubbliche.

Cosa succede se non effettuo la Diagnosi Energetica?

L’articolo 16 del D. Lgs. n. 102 del 2014 prevede multe salate, da 4.000 a 40.000 euro, quando la diagnosi non risulta effettuata o è fatta in maniera difforme a quanto previsto dalla normativa.

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Su quali e quanti siti devo effettuare la Diagnosi Energetica?

Per “sito produttivo” si intende una località geograficamente definita in cui viene prodotto un bene e/o fornito un servizio. Ma cosa succede se la mia azienda ha diversi stabilimenti? Devo condurre la diagnosi energetica su tutti gli stabilimenti? Dipende: l’importante è che la diagnosi  venga effettuata su un numero di siti proporzionati e sufficientemente rappresentativi per consentire di tracciare un quadro fedele della prestazione energetica globale dell’impresa e di individuare in modo affidabile le opportunità di miglioramento più significative.

Come possiamo motivare adeguatamente le nostre scelte? E’ possibile ad esempio seguire una metodologia elaborata da ENEA per la scelta dei siti su cui effettuare la diagnosi.

Supponiamo di essere l’azienda “MultiSite SpA” con 187 unità produttive.

La prima cosa da fare è verificare il consumo annuo Ci di ciascun sito in tep (tonnellata equivalente di petrolio).

Disponiamo ora i siti in ordine di consumo crescente: per il settore industriale la diagnosi dovrà essere effettuata SEMPRE sui siti con consumo Ci > 10000 tep (per il terziario Ci > 1000 tep).

La diagnosi può non essere effettuata per un numero di siti con consumi minori che rispettano entrambe le condizioni:

  • Consumo del sito minore Ci ≤ 100 tep
  • Somma dei consumi dei siti esclusi = Σ𝑪𝒊 ≤ 20% CTOT

I restanti siti sono clusterizzati in 9 fasce: Enea ci suggerisce una % di campionamento da considerare. Avremo quindi una tabella di questo tipo:

N° FASCIA FASCIA [TEP] N° di siti % da considerare N° siti diagnosi N° siti scelti
>10000 20 100% 20 20
1 8901÷10000 14 50% 7 14
2 7801÷8900 9 45% 4 6
3 6701÷7800 15 40% 6 6
4 5601÷6700 14 35% 5 5
5 4501÷5600 11 30% 3 3
6 3401÷4500 12 25% 3 1
7 2301÷3400 15 20% 3 1
8 1201÷2300 15 15% 2 1
9 101÷1200 46 10% 5 1
< 100 16 0%
TOT TOT 187 58 58

Risultano quindi 58 i siti su cui effettuare la diagnosi. A questo punto l’azienda, mantenendo il n. di 58 siti, può scegliere di non sottoporre a diagnosi un numero di siti appartenenti alle fasce più basse (mantenendo comunque almeno 1 sito per fascia), sostituendoli nel campione con altrettanti siti appartenenti alle fasce superiori non precedentemente considerati fra quelli selezionati. Una possibile scelta consentita è rappresentata nell’ultima colonna.

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Quali sono le tempistiche per l’esecuzione della Diagnosi Energetica?

Se eri già “Energivoro”, avresti dovuto presentare la prima Diagnosi Energetica entro il 5 Dicembre 2015. Sei diventato “Energivoro” quest’anno? Devi presentare la Diagnosi entro l’anno successivo.

Le diagnosi successive alla prima dovranno essere presentate decorsi 4 anni dalla presentazione della precedente, al fine di rispettare l’intervallo massimo di 4 anni prescritto dalla norma. Si avvicina quindi l’obbligo di presentare la nuova Diagnosi Energetica, entro la fine del 2019.

Ma un sistema di monitoraggio è obbligatorio o no?

Molte aziende ci chiedono se sia obbligatorio installare un sistema di monitoraggio dei consumi energetici ai fini della Diagnosi Energetica.

Nei CHIARIMENTI IN MATERIA DI DIAGNOSI ENERGETICA NELLE IMPRESE del novembre 2016 pubblicati dal Ministero dello Sviluppo Economico, e in particolare al punto 4.1, si specifica che “per la prima diagnosi, il calcolo dei dati energetici di ciascuna unità funzionale viene ricavato dai dati disponibili”: solo quindi per la prima volta è possibile stimare il consumo dai datasheet dei macchinari, dalle bollette o con altri metodi. Nella prima diagnosi è inoltre prevista la programmazione del piano di monitoraggio permanente che dovrà essere utilizzato per le diagnosi successive alla prima.

Ma quindi dalla seconda diagnosi in poi sono costretto a fare costosi interventi per l’installazione di complicati sistemi di monitoraggio? Non necessariamente: l’importante è definire una “strategia di monitoraggio” composta da sistemi di strumentazione, di controllo e di gestione, in modo da rendere sufficientemente affidabili i valori su cui si basa la Diagnosi Energetica per processo produttivo, servizi ausiliari e servizi generali.

Secondo le Linee Guida di Enea, i siti su cui dovrà essere effettuato il monitoraggio possono essere una porzione di quelli soggetti all’obbligo di Diagnosi Energetica, in base alla seguente clusterizzazione:

  • Devono essere monitorati tutti i siti con consumi > 10000 TEP
  • Possono essere esclusi dall’obbligo di misura tutti i siti per i quali i consumi < 100 TEP.
  • I restanti siti vengono divisi in 9 fasce con % che vanno dal 25% della fascia più alta all’1% della fascia più bassa;
  • ove il risultato sia minore di uno, l’approssimazione sarà all’intero successivo, ossia 1;
  • ove il risultato sia maggiore di uno, l’approssimazione sarà commerciale.
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Nel caso dell’azienda “MultiSite SpA” avremo quindi:

N° FASCIA FASCIA [TEP] N° di siti N° siti scelti per Diagnosi Energetica % da considerare N° siti scelti per Monitoraggio
>10000 20 20 TUTTI I SITI 20
1 8901÷10000 14 14 25% 4
2 7801÷8900 9 6 20% 1
3 6701÷7800 15 6 16% 1
4 5601÷6700 14 5 12% 1
5 4501÷5600 11 3 10% 1
6 3401÷4500 12 1 6% 1
7 2301÷3400 15 1 4% 1
8 1201÷2300 15 1 2% 1
9 101÷1200 46 1 1% 1
< 100 16
TOT 187 58 32

 

Al fine di ottenere dei dati di benchmark affidabili senza rendere l’impegno troppo gravoso per le imprese soggette all’obbligo, si definiscono dei livelli di copertura minimi richiesti per i dati misurati, rispetto al totale dei consumi, decrescenti in funzione del consumo totale dell’impianto. E’ sempre ENEA a suggerirci le soglie minime di affidabilità:

Consumo anno di riferimento (tep/anno) Soglie percentuali di copertura dei piani di misurazione e/o monitoraggio
FASCIA [TEP] Attività Principali Servizi Ausiliari Servizi Generali
> 10.000 85% 50% 20%
8900 10000 80% 45% 20%
7800 8899 75% 40% 20%
6700 7799 70% 35% 20%
5600 6699 65% 30% 20%
4500 5599 60% 25% 10%
3400 4499 55% 20% 10%
2300 3399 50% 15% 10%
1200 2299 45% 10% 10%
100 1199 40% 5% 10%

Come avviene il Monitoraggio?

Le misure possono essere effettuate attraverso:

  • Campagne di misura, le cui caratteristiche (significatività, riproducibilità e validità temporale) dovranno essere giustificate dal redattore della Diagnosi Energetica;
  • Installazione di strumenti di misura, permanenti o meno.

Chi può condurre la Diagnosi Energetica?

Ai sensi dell’articolo 8, comma 2 del decreto legislativo 102/2014, le diagnosi possono essere eseguite unicamente da società di servizi energetici, esperti in gestione dell’energia (EGE) o auditor energetici certificati da organismi accreditati secondo la norma UNI CEI 11352 (ESCo) e UNI CEI 11339 (EGE).


Rethink – Sustainable Solutions ha nel proprio team EGE certificati per supportarti nella predisposizione della diagnosi energetica,  definire una “strategia di monitoraggio” dei tuoi stabilimenti grazie alla nostra soluzione di energy management, far fronte agli obblighi di legge ma soprattutto razionalizzare i tuoi consumi di energia. Contattaci per maggiori informazioni:

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