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Cilento Territorio Aperto

CILENTO TERRITORIO APERTO nasce da un’idea di:

  • WOR K-02 (Amsterdam, nl) | planning & design | Giacomo Gallo, Rodrigo M. Weinbaum.
  • Rethink – Sustainable Solutions (Salerno, it) | environmental engineering & digital channels | Stefano M. Esposito, Sebastiano Pane.
  • Officine Visiva (Alfano, it) | field photography | Vincenzo G. Detta.

“Un luogo è un luogo quando ha una storia che lo racconta, un progetto che lo costruisce” (G. Mozzi)

Il nostro progetto inizia con un’esplorazione, fatta di tentativi mirati a sviluppare una conoscenza capillare del territorio e dei suoi abitanti. Tale conoscenza servirà da base per la costruzione di una visione condivisa e un piano di azione credibile, fondato su esigenze e spunti reali, capace così di attrarre investimenti e produrre i seguenti risultati:

  1. RISCOPRIRE IL TERRITORIO ATTRAVERSO LA COSTRUZIONE COLLETTIVA DI UNA NARRATIVA

Questo progetto vuole essere innanzitutto un racconto, il prodotto vivo di una memoria e un’energia creativa collettive. Inizia dalla riscoperta delle testimonianze e dei miti che permeano questo territorio, caricandone di significato le fattezze naturali e i costumi dei sui abitanti.

Si forniscono alla comunità locale (gli artisti, gli artigiani, i produttori, le scuole, gli imprenditori) e ai visitatori gli strumenti per leggere i luoghi che abitano o attraversano – e per riscriverne la storia, intessendo decine di trame diverse alla ricerca di una nuova identità per questo territorio.

  1. UNIRE DUE MONDI DISTANTI

Si vogliono coniugare valori mutuati dal passato contadino e utili al presente (frugalità, lentezza, rispetto dell’ecosistema e tutela della biodiversità) con il mondo contemporaneo grazie alle tecnologie digitali. Riscoprire e promuovere gli usi originari (pastorizia, transumanza, nomadismo, uomo-animale, stagioni, isolamento, tempi lunghi, notte e orientamento) e attraverso di questi nutrire nuovi usi, interpretazioni e modi di appropriazione dello spazio (connessione, territorio ipertestuale, rete globale, simultaneità). Lo faremo coinvolgendo attivamente la comunità locale, portatrice di tali valori.

  1. DA PIANO A PROCESSO

Si investe nel disegno un processo inclusivo e flessibile, altamente efficace e che aiuti a minimizzare lo spreco di risorse. Attraverso una metodologia partecipativa e basata sul “trial-and-error”, si sviluppano soluzioni strutturali precedentemente testate in modo puntuale e temporaneo, con il contributo degli stakeholders interessati. Non si vuole imporre sul territorio un piano, un prodotto finito, un’interpretazione univoca della realtà, ma sostituire alle certezze che tentano di governare la complessità del territorio una nuova, consapevole incertezza. E lasciare così l’opera aperta.

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