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Smaltimento amianto in azienda: 10 cose che devi sapere

1. Come nasce il problema l’amianto?

L’amianto o absesto è una fibra minerale comune in natura. Viene estratto dalle rocce silicee e si presenta come un insieme di fili sottili e affiancati.

Grazie alla sua struttura fibrosa l’amianto possiede molteplici proprietà come flessibilità, resistenza meccanica, al calore, al fuoco, all’aggressione chimica, all’aggressione biologica. Pannelli ed altri manufatti contenenti amianto riducono drasticamente la trasmissione del suono e del calore. Grazie alla possibilità di essere filato analogamente al cotone ed alla lana, si possono realizzare dei veri e propri tessuti. Ha anche capacità leganti con materiali cementizi e plastiche.

Legato dunque ad altri materiali o tessuto, l’amianto diviene pertanto un materiale eccellente e versatile utilizzabile in molti ambiti ed in particolare nell’edilizia.

Il cemento-amianto è un materiale brevettato nel 1901 dall’austriaco Ludwig Hatschek, che lo chiamò Eternit (dal latino aeternitas, «eternità», per rimarcarne la sua elevata resistenza).

L’Amianto, in particolare sotto forma di cemento-amianto, è stato un materiale massicciamente impiegato nel settore dell’edilizia residenziale e non, per quasi un ventennio a partire dalla metà degli anni ‘60; il suo utilizzo è stato ampiamente giustificato grazie alle ottime caratteristiche di resistenza meccanica, isolamento termo-acustico e protezione antincendio. I tubi in fibrocemento fino agli anni settanta rappresentavano ad esempio lo standard nella costruzione di acquedotti.

Sin da subito però furono provate le correlazioni tra il materiale ed alcune malattie del sistema respiratorio (asbestosi, mesotelioma, cancro del polmone), legate all’inalazione delle fibre minuscole di cui è composto, ma solo nel 1992 con la legge 257 ne fu messa al bando la produzione.

2. Quanto amianto c’è in Italia e in Campania?

A 26 anni dall’emanazione della legge 257, la questione amianto assume sempre più i contorni di una vera e propria emergenza causata da un lato dall’incremento del numero delle malattie sopra indicate e dall’altro dai forti ritardi di molte Regioni nell’approvazione di un proprio Piano Regionale Amianto con conseguenti procedure di censimento e mappatura molto frammentarie.

A conferma di ciò il dossier di Legambiente  Liberi dell’amianto” pubblicato quest’anno, stima che in Italia vi siano circa 58 milioni di metri quadrati di coperture in cemento amianto; nella sola regione Campania si stimano circa 3 milioni di metri quadrati per un totale di circa 4000 strutture interessate.

3. L’amianto è sempre un rischio?

La risposta è no. Non è sempre necessario procedere con lo smaltimento amianto.

Un corretto approccio alla valutazione del rischio è quello proposto dal DM 6/9/1994 per il quale è previsto un intervento di bonifica solo in caso di materiali danneggiati a seguito  di azioni umane, per  deterioramento (abbandono o presenza di fratture ,crepe) , o per eccessiva friabilità (capacità del materiale di sbriciolarsi  per semplice pressione manuale) e comunque quando l’estensione del danno supera il 10% della superficie complessiva, mentre quando il materiale risulta integro viene raccomandato il controllo periodico e l’eliminazione dei fattori di rischio.

4. Ho un’azienda con copertura in amianto, come procedo?

Per i titolari di un’azienda con copertura in amianto la norma obbliga, a proprie spese, di contattare un tecnico abilitato per una fase ispettiva al termine della quale verrà stabilito se procedere solo con dei controlli periodici oppure in caso di rischio attivare una procedura di bonifica; in questo secondo caso va progettato un adeguato intervento presentando all’ASL territoriale un piano di lavoro 30 giorni prima di avviare i lavori.

5. Quali sono gli interventi applicabili in caso di coperture in amianto?

Per le coperture vengono definite tre tipologie di interventi di bonifica:

  • la rimozione , consistente nello smantellamento dei manufatti in amianto da sostituire con altri materiali
  • l’incapsulamento, che prevede il trattamento della superficie con prodotti che impediscano la liberazione delle fibre di amianto e che, in combinazione con altri rivestimenti accresca la resistenza della copertura agli agenti atmosferici ed ai raggi UV.
  • Il confinamento o sovracopertura, che consiste nell’installazione di una nuova copertura al di sopra di quella preesistente.

6. Quanto costa rimuovere l’amianto?

Chiaramente i costi per lo smaltimento amianto variano a seconda dell’intervento che si va a fare. Giusto per darti un’idea, le spese di rimozione, smaltimento in discarica e trasporto dell’amianto, nel caso di un capannone di 1000 mq, si aggirano tra i 8 e i 12 €/mq.

7. Devo svolgere un intervento di smaltimento amianto, come scelgo l’impresa per i lavori?

Le imprese autorizzate a svolgere i lavori sono solamente quelle rientranti nell’Albo Nazionale Gestori Ambientali il cui elenco è consultabile sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

8. Che cosa è il Piano di Lavoro per lo smaltimento amianto?

E’ il documento che l’azienda, prima dell’inizio di lavori di demolizione o di rimozione dell’amianto o di materiali contenenti amianto da edifici, strutture, apparecchi e impianti, nonché dai mezzi di trasporto, predispone per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e la protezione dell’ambiente esterno, come previsto dall’art. 256 del Testo Unico sulla Sicurezza D. Lgs. 81/08 e s.m.i.

Il piano contiene informazioni su diversi punti: le tecniche lavorative adottate per la rimozione dell’amianto, i DPI forniti ai lavoratori, la valutazione del rischio rimanente, le procedure di decontaminazione del personale incaricato dei lavori, le misure per la protezione dei terzi e per la raccolta e lo smaltimento dei materiali, ecc.

Il Piano di Lavoro deve essere depositato presso l’ASL di competenza 30 giorni prima dei lavori, dopo i quali scatta il silenzio assenso. Solo dopo questo lasso di tempo è possibile eseguire la bonifica.

Fanno eccezione alcune specifiche circostanze in cui il trascorrere dei 30 giorni può causare danni a cose o persone. In questi casi è possibile chiedere all’ASL, con il pagamento di un bollettino postale, una procedura d’urgenza ed il rilascio di un Nulla Osta in tempi più brevi.

9. Quali sono le sanzioni previste in caso di mancata valutazione del rischio amianto?

Il T.U. sulla Sicurezza (D. Lgs. 81/08 e s.m.i.) specifica che, in caso di mancata valutazione dei rischi dovuti alla polvere proveniente dall’amianto e dai materiali contenenti amianto, al fine di stabilire la natura e il grado dell’esposizione e le misure preventive e protettive da attuare, il datore di lavoro è punito con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da euro 2500 a euro 6400.

I manufatti contenenti amianto una volta rimossi diventano rifiuti pericolosi. Per la gestione non autorizzata di tale genere di rifiuti è previsto la pena dell’arresto da sei mesi a due anni e l’ammenda da € 2.600,00 a € 26.000,00 (art.256 D.Lgs. 152/06 e s.m. e i.).

10. Sono previsti contributi per lo smaltimento amianto?

Certo, sono numerose le forme di agevolazione ed incentivazione che favoriscono la rimozione dell’amianto.

Ogni anno ad esempio l’INAIL, attraverso il Bando ISI-INAIL, riconosce contributi a fondo perduto fino al 65% per gli interventi di bonifica dell’amianto, che vengono erogati attraverso la procedura del Click-Day.

Una novità importante per i lavori di rimozione dell’amianto è rappresentata dal nuovo decreto FER 2018-2020; nel decreto è specificata la possibilità di realizzare, tramite procedura di iscrizione a registro, impianti fotovoltaici in sostituzione di coperture in eternit o amianto con la precisazione che la superficie dei moduli non deve essere superiore a quella della copertura rimossa.

Gli impianti così realizzati beneficeranno, in aggiunta agli incentivi sull’energia elettrica, di un premio pari a 12 €/MWh, erogato con le stesse modalità e tempistiche degli incentivi sull’energia elettrica. Il Gse rende note le condizioni specifiche, anche relative alle corrette modalità di rimozione e smaltimento dell’eternit e dell’amianto, per accedere al premio.  Tale  premio non è cumulabile con altri incentivi pubblici aventi analoga finalità.

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