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Terre e Rocce da scavo come Sottoprodotti: il nuovo Regolamento fa chiarezza

Il 22 Agosto entra in vigore il DPR 13 giugno 2017, n. 120, ovvero il nuovo, attesissimo, regolamento sulla “disciplina semplificata delle terre e rocce da scavo”, che fa finalmente chiarezza in materia di materiali da scavo. Attualmente questo Regolamento rappresenta l’unico strumento normativo da oggi applicabile per consentire l’utilizzo delle terre e rocce da scavo quali sottoprodotti. Merita quindi un approfondimento.

Criteri per qualificare le Terre e Rocce da scavo come sottoprodotti

Le terre e rocce da scavo per essere qualificate come sottoprodotti devono soddisfare i seguenti requisiti:

A. sono generate durante la realizzazione di un’opera il cui scopo primario non è la produzione di tale materiale;
B. sono utilizzate in base a quanto previsto nella:
  • Piano di Utilizzo (Art. 9), nel caso di Cantieri di Grandi Dimensioni (terre e rocce da scavo > 6000 mc)
  • Dichiarazione di Utilizzo (Art. 21), nel caso di Cantieri di Piccole Dimensioni (terre e rocce da scavo < 6000 mc) e Grandi Dimensioni non sottoposti a VIA e AIA;
C. sono idonee ad essere utilizzate direttamente, ossia senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale (esemplificate nell’All. 3 alcune operazioni più comuni: selezione e riduzione granulometrica, stesa al suolo, ecc.)
D. soddisfano i requisiti di qualità ambientale espressamente previsti dal Capo II o dal Capo III o dal Capo IV del medesimo regolamento.

La sussistenza di questi requisiti è attestata dall’esecutore o dal produttore tramite la predisposizione e la trasmissione alle Autorità Competenti della seguente documentazione:

  • Piano di Utilizzo (All. 5) Dichiarazione di utilizzo per i cantieri di piccole dimensioni (All. 6)
  • Dichiarazione di avvenuto utilizzo (All. 8), a conclusione dei lavori di utilizzo.
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Nel caso in cui le Terre e Rocce da Scavo siano utilizzate diversamente da quanto indicato nella documentazione citata, o non avvenisse la trasmissione, si rientrerebbe immediatamente nel regime dei rifiuti, con tutte le conseguenze del caso.

Il Regolamento affronta inoltre la problematica dei materiali da riporto: specifica che la componente di materiali di origine antropica frammisti ai materiali di origine naturale non può superare la quantità massima del 20% in peso, da quantificarsi secondo la metodologia di cui all’All. 10. Le matrici materiali di riporto devono essere inoltre sottoposte al test di cessione.

Deposito intermedio

Vengono chiarite all’Art. 5 le modalità del Deposito Intermedio. Esso può essere effettuato nel sito di produzione, nel sito di destinazione o in altro sito, a condizione che:

  • in caso di Siti ad uso Commerciale e Industriale, il sito rientra nella medesima classe di destinazione d’uso urbanistica del sito di produzione;
  • in caso di Siti ad uso Verde pubblico, privato e residenziale, il sito rientra in tutte le classi di destinazioni urbanistiche;

Inoltre:

  • l’ubicazione e la durata del deposito devono essere indicate nel piano di utilizzo o nella dichiarazione;
  • la durata del deposito non può superare il termine di validità del piano di utilizzo o della dichiarazione;
  • il deposito delle terre e rocce da scavo è fisicamente separato e gestito in modo autonomo dagli altri depositi;
  • sia identificato tramite segnaletica posizionata in modo visibile, nella quale sono riportate le informazioni relative al sito di produzione, alle quantità del materiale depositato, nonché i dati amministrativi del piano di utilizzo o della dichiarazione;

Decorsi i periodi indicati nel piano di utilizzo o nella dichiarazione, viene meno, con effetto immediato, la qualifica di sottoprodotto delle terre e rocce!

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Trasporto

Per le terre e rocce da scavo qualificate sottoprodotti il trasporto fuori dal sito di produzione è accompagnato da un Documento di trasporto (All. 7), che equivale, ai fini della responsabilità, alla copia del contratto in forma scritta.

Il Documento di trasporto è predisposto in triplice copia:

  • una per il proponente o per il produttore,
  • una per il trasportatore
  • una per il destinatario

Deve essere conservato per tre anni e resa disponibile, in qualunque momento, all’autorità di controllo. Qualora il proponente e l’esecutore sono soggetti diversi, una quarta copia della documentazione deve essere conservata dall’esecutore.

Piano di utilizzo delle Terre e Rocce da Scavo

Nel caso di CANTIERI DI GRANDI DIMENSIONI (produzione terre e rocce > 6000 mc), in base all’Art. 9, la gestione delle Terre e Rocce da scavo come sottoprodotti avviene secondo il Piano di Utilizzo. Esso deve essere redatto in base all’All. 5 del Regolamento e trasmesso alle Autorità Competenti almeno 90 giorni prima dell’inizio dei lavori. Trascorsi novanta giorni dalla presentazione del piano all’autorità competente, se non ci sono state richieste di integrazioni o divieti, il proponente può avviare la gestione delle terre nel rispetto del medesimo piano di utilizzo (una sorta di silenzio-assenso insomma).

Nei successivi articoli si parla delle terre e rocce conformi alle CSC (concentrazioni soglia di contaminazione), di quelle conformi ai valori del fondo naturale, di quelle prodotte in un sito oggetto di bonifica. Gli artt. 14, 15, 16 e 17 disciplinano – rispettivamente – l’efficacia, l’aggiornamento, la proroga e la realizzazione del piano di utilizzo.

Dichiarazione di utilizzo per i cantieri di piccole dimensioni

Nel caso di CANTIERI DI PICCOLE DIMENSIONI (produzione terre e rocce < 6000 mc), in base all’Art. 21, e nel caso di CANTIERI DI GRANDI DIMENSIONI NON SOTTOPOSTI A VIA E AIA, la gestione delle Terre e Rocce da scavo come sottoprodotti avviene tramite una semplice dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (Dichiarazione di utilizzo per i cantieri di piccole dimensioni – All. 6). Essa deve essere trasmessa almeno 15 giorni prima dell’inizio dei lavori alle Autorità Competenti.

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La Dichiarazione assolve la funzione del Piano di Utilizzo, utilizzando una procedura decisamente più semplificata.

Esclusioni

Si precisa che, in base all’Art. 3, sono esclusi dal campo di applicazione del Regolamento:

  • i rifiuti provenienti direttamente dall’esecuzione di interventi di demolizione di edifici o di altri manufatti preesistenti;
  • il materiale derivante da attività di escavo in ambito marino;

Il Regolamento ridisegna quindi completamente la disciplina e fa chiarezza, ed è importante per evitare le pesanti sanzioni applicabili in caso di non corretta gestione delle terre e rocce da scavo. Hai bisogno di ulteriori chiarimenti? Contattaci:

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